Su questo blog non ho mai trattato argomenti esterni alla storia bresciana, ma stavolta farò un’eccezione perché si tratta di qualcosa di così grande che si ripercuoterà su di noi. Ebbene sì, parlo al futuro, perché diversamente da quello che tutto stanno facendo oggi nel ventennale dell’attentato alle Torri Gemelle e al Pentagono, mi permetto di fare una lieve riflessione per far capire a tutti quanto la Storia (quella con la S maiuscola), a volte, si capovolge sotto i nostri occhi senza che noi ce ne rendiamo conto. A qualcuno potrà suonare come una profezia, ma personalmente credo sia qualcosa di lapalissiano.

Scrivo riguardando questa copia del Times che tengo come cimelio di un’epoca. Tra cinquanta o cento anni, quando insegneranno nelle scuole le famose date da ricordare a memoria (proprio quelle che annoiano tutti), credo che tra queste non ci sarà solo l’11 settembre 2001, ma anche il settembre 2021.
Le date “scolastiche” rappresentano eventi simbolici di un cambiamento epocale e quale sarebbe il nostro, se non il passaggio di testimone tra gli Stati Uniti d’America e la nuova potenza egemone del pianeta: la Repubblica Popolare Cinese. Se le cose non stessero così, se l’America si fosse ripresa e fosse ancora il faro della civiltà, l’11 settembre 2001 non verrebbe nemmeno menzionato nei libri scolastici del prossimo secolo, venendo ricordato non molto diversamente dall’assassinio di Kennedy. Invece, l’11 settembre 2001 sarà ricordato come il vero inizio del declino statunitense.

Il solo fatto che qualcuno abbia osato sferrare un attacco su suolo americano (non accadeva da Pearl Harbour nel 1941), rappresenta pur qualcosa… Che la successiva reazione americana si sia conclusa con una sconfitta nella guerra più lunga della storia degli USA, e con la totale perdita di controllo del Medio Oriente al controllo occidentale, è qualcosa che va oltre il senso stesso di declino!
Il neocostituito blocco delle nazioni filo-sciite che ha creato il corridoio Theran-Baghdad-Damasco-Beirut, unito all’Afghanistan, rappresenta il futuro corridoio di passaggio della Nuova Via della Seta che la Cina ha già iniziato a costruire e che la vede in prima linea come promotrice di un nuovo corso globale. Medioriente perduto proprio grazie agli errori stessi degli americani e della loro politica aggressiva, sbeffeggiata in ultimo con l’insediamento del governo talebano a 20 anni di distanza dall’attacco terroristico di Osama Bin Laden. Un dettaglio questo, che rappresenta un pugno nello stomaco, e una totale perdita di prestigio che può essere paragonata al crollo del muro di Berlino per i sovietici.
Se a questo aggiungiamo che nell’attuale era tecnologica la Cina ha il totale controllo dell’estrazione di terre rare, coltan, cobalto e che la scoperta in Afghanistan di quello che potrebbe essere il secondo più grande giacimento di litio del pianeta, sia ora a portata di mano del dragone rosso… c’è poco da star sereni alla Casa Bianca.

La storia serpeggia inesorabile e talvolta fatichiamo ad accorgercene, ma lei scorre e modifica il terreno umano come un fiume in piena. Quando Odoacre depose Romolo Augustolo, la vita della gente non cambiò di una virgola, come non era cambiata nelle numerose precedenti deposizioni di imperatori romani, eppure tutti prendiamo l’anno 476 d.C. come data di riferimento per il passaggio dell’Evo Antico al Medioevo. Allo stesso modo, quando Colombo approdò in America nel 1492 la gente non se ne accorse. Eppure, quei piccoli eventi hanno determinato l’inizio di uno spartiacque che ha sconvolto il mondo, anche se tutto non è accaduto all’istante. Quando insegneranno che Internet è nato nel 1991 dovranno spiegare che ci è voluto molto tempo prima che tutta l’informazione passasse attraverso il web (a distanza di 30 anni abbiamo ancora i giornali cartacei), ma è indubbio che quella data rappresenti una svolta, anche se all’epoca i più non ci avranno badato, pensando si trattasse dell’ennesima novità di breve durata che sfornavano i gloriosi anni ’90.

“Perché un impero nasca, c’è bisogno che un altro impero muoia” recita una massima ricordata nella serie Netflix che narra della caduta di Costantinopoli ad opera della conquista Ottomana del 1453 (altra data simbolica della nostra storia). E se è evidente a tutti che il nuovo impero costruito dalla Cina sia nato, forse non è altrettanto ovvio dire qual è quello destinato a cadere.

Alberto Fossadri